LAMPADA A SOSPENSIONE 0024 FONTANA ARTE

0024VN

Nuovo prodotto

Lampada a sospensione. Dischi in vetro temperato trasparente. Diffusore cilindrico in vetro sabbiato. Struttura in ottone cromato.

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1 690,00 € tasse incl.

Scheda tecnica

AZIENDA Fontana Arte
PAESE DI PRODUZIONE Italia
DESIGNER Gio Ponti
ANNO DI PRODUZIONE 1931
STILE MODERNO
UTILIZZO INTERNO
MISURA diam. 53 cm + 210 cavo
ALIMENTAZIONE Alimentazione elettronico dimmerabile
PARALUME Vetro
LAMPADINE 2 x 36W FL 2G11
NUMERO COLLI 1
NOTE Per la scelta dei materiali, fare riferimento agli allegati PDF sotto alla descrizione, dove potrete trovare tutti i colori e le caratteristiche tecniche.
INFORMAZIONI Il nostro studio tecnico e di progettazione può fornirti tutti i servizi, dal rilievo alla progettazione nei minimi dettagli con disegni tecnici e ambientazioni. Via Firenze 4 - 65100 Pescara (It) Tel/Fax 085.4223075 info@liberatosciolicasa.it
MATERIE PRIME E LAVORAZIONI Lampada sospesa codice: 0024XXL diam. 141,5 x 138,5 cm kg 300 € 19.900,00 + iva
CONSEGNA In 3-4 settimane, il tuo ordine sarà evaso dal nostro servizio di logistica in modo sicuro e conveniente e consegnato all'indirizzo indicato nell'ordine, tramite i migliori partners logistici specializzati nella gestione di prodotti fragili.
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Dettagli

Lampada a sospensione. Dischi in vetro temperato trasparente. Diffusore cilindrico in vetro sabbiato. Struttura in ottone cromato. Sorgente luminosa fluorescente dimmerabile che assicura un’ottima resa luminosa e un ridotto consumo energetico. Il rosone, come tutti i particolari della struttura, è cromato.

Suspension lamp. Disks made of transparent tempered glass. Cylindrical diffuser in sandblasted glass. Structure in chrome-plated brass. Dimmable lighting source that ensures high lighting performance and low energy consumption. The canopy, as well as all the structure, is chrome-plated.

Hängeleuchte. Scheiben aus  getempertem transparentem Glas. Zylindrischer Diffusor aus sandgestrahltem Glas. Struktur aus verchromten Messing. Dimmbare Leuchtstoff- quelle, die eine optimale Lichtausbeute und einen reduzierten Energieverbrauch garantiert. Die Rosette ist, wie alle Strukturteile, verchromt.

Lámpara de techo. Discos de vidrio templado trasparente. Difusor cilíndrico de vidrio arenado. Estructura de latón cromado. Fuente luminosa fluorescente de intensidad regulable, que garantiza un excelente rendimiento luminoso y un reducido consumo energético. Florón cromado, al igual que todos los detalles de la estructura.

Suspension. Disques en verre trempé transparent. Diffuseur cylindrique en verre sablé. Structure en laiton chromé. Source lumineuse fluorescente réglable, qui assure un éclairage optimal et une consommation énergétique réduite. La rosace,  comme toutes les pièces de la structure, est chromée.

Designer: GIO PONTI

Milano, 1891 - 1979 - Personalità eclettica, fin dagli esordi è attivo nel campo dell’architettura, della pittura, della grafica e della scenografia.  Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1920. Dal 1923 al 1930 è direttore artistico della Richard-Ginori. Nel 1926 fonda - con l’Editore Gianni Mazzocchi - la rivista Domus, che dirigerà fino alla morte. Nel 1931 viene chiamato alla direzione artistica della Luigi Fontana e nel 1932 – insieme a Pietro Chiesa - fonda la FontanaArte.

E’ tra i promotori del Premio Compasso d'Oro e tra i fondatori dell’ADI, dirige in più occasioni i programmi della Triennale di Milano ed è docente presso il Politecnico di Milano.
Progetta numerosi edifici celebri -  pubblici e privati - tra cui le case di Via De Togni, la casa a torre di Corso Venezia, i palazzi RAI e Ferrania, la torre Littoria al Parco Sempione, il grattacielo Pirelli a Milano, la Cattedrale di Taranto, Villa Planchart a Caracas, il Museum of Modern Art di Denver.
Nel campo del design sono intramontabili gli arredi, le lampade e gli oggetti disegnati per FontanaArte, la sedia Superleggera ed i mobili progettati per Cassina, le posate per Christofle, le ceramiche per Richard Ginori.  Tra i pezzi disegnati per FontanaArte alcuni sono ancora in produzione, come le lampade 0024, Bilia, Pirellina, Pirellone e il Tavolino 1932.

Milan, 1891 - 1979

Right from the start, this eclectic character was active in the fields of architecture, painting, graphics and set design. He graduated from Milan Polytechnic in 1920 and was art director for Richard-Ginori from 1923 to 1930. In 1926, with editor Gianni Mazzocchi, he founded the magazine Domus, staying on as editor until his death. He was invited to take over the art direction of Luigi Fontana in 1931 and in 1932 he founded FontanaArte with Pietro Chiesa.
He was one of the promoters of the Compasso d'Oro Award and a founder member of the ADI (Italian association for industrial design), as well as curating programmes for the Milan Triennale on many occasions and teaching at Milan Polytechnic.
He designed numerous famous public and private buildings, including the houses in Via De Togni, the tower-house in Corso Venezia, offices for RAI and Ferrania, the Littoria tower in Parco Sempione, the Pirelli skyscraper in Milan, Taranto Cathedral, Villa Planchart in Caracas, and Denver Museum of Modern Art.
In the field of design he created timeless furniture, lighting and objects for FontanaArte, as well as the Superleggera chair and furniture for Cassina, Christofle cutlery and Richard Ginori china. Some of his FontanaArte pieces still in production include the 0024, Bilia, Pirellina and Pirellone lamps, and the Tavolino 1932 table.

 

Nel 1932 da Luigi Fontana, titolare di una importante industria impegnata nella lavorazione del vetro, e da Gio Ponti*, FontanaArte muove da subito lungo un preciso percorso di ricerca: declinare in nuovi linguaggi espressivi le potenzialità di un materiale come il vetro, la cui identità era stata completamente trasformata dalle possibilità tecniche dell’industria moderna.

Da sempre impegnato nella definizione di una nuova grammatica della decorazione contemporanea, Gio Ponti trova in Pietro Chiesa* un perfetto compagno di strada. Insieme, i due fanno rapidamente di FontanaArte uno dei più importanti protagonisti della elaborazione del paesaggio domestico italiano della prima modernità.

Una ricerca che si nutre della collaborazione con numerosi artisti di primo piano e che trova il proprio terreno privilegiato d’azione nel progetto dei grandi interni borghesi, autentici laboratori sperimentali nei quali mettere a punto i modelli della successiva produzione di serie. Arredi, soprammobili, oggetti d’arte, specchi, lampade: la produzione di FontanaArte coinvolge tutti gli elementi della casa. Ponti e Chiesa sembrano particolarmente interessati al costante confronto fra forme, tecniche e lavorazioni tradizionali con le innovazioni e le possibilità offerte dalla grande produzione industriale.

E’ un dialogo costante e profondo, che costituisce la radice e l’identità stessa dell’azienda. Di questa stagione di straordinaria creatività rimangono ancora oggi tracce importanti nel catalogo di FontanaArte, dove gli oggetti disegnati da Ponti e Chiesa hanno ormai assunto lo statuto del classico. La fine del conflitto mondiale coincide con un radicale mutamento dello scenario sociale e culturale del Paese. Le nuove condizione richiedono una riorganizzazione della produzione così come un ridefinizione dei prodotti. Agli oggetti straordinari, pensati alla scala delle importanti residenze borghesi, si devono sostituire prodotti adeguati alle nuove dimensioni dell’appartamento.

Alla tradizionale clientela d’élite si affiancano ora nuovi acquirenti. Pur nella difficoltà del momento, FontanaArte non cede alle tentazioni del prodotto popolare: nonostante sia ormai entrata nell’orbita di un gruppo multinazionale molto attento alle dinamiche del mercato, le sirene del ‘grande numero’ non riusciranno mai a sedurre fino in fondo FontanaArte. Ciò che cambia non è l’idea della qualità, quanto e soprattutto il linguaggio, dove alla predominante ricerca estetica si comincia ad affiancare una diversa attenzione alle esigenze funzionali d’uso. Del resto, grazie anche alle sperimentazioni degli anni precedenti, anche in Italia si va affermando una nuova cultura del progetto moderno, che trova proprio nel rapporto fra funzione, uso e materiali la propria matrice formale. Pur rimanendo vicino all’azienda, Gio Ponti non è più il direttore artistico. Al suo posto nel 1954 si insedia Max Ingrand*, sotto la cui guida FontanaArte procede, forse senza acuti, ad una progressiva modernizzazione.

A guidare l’evoluzione di FontanaArte è soprattutto il settore dell’illuminazione, dove il rapporto fra tecnica e prestazione, fra forma e progetto, impone un più incisivo rinnovamento. Richiamato nel 1967 alla direzione artistica, Gio Ponti riesce a sintetizzare in alcune lampade straordinarie il senso del percorso compiuto: la serie Pirelli, la Bilia, i Cartocci rimangono tutt’oggi modelli di perfetta compiutezza.

Oltre ai progetti di Ponti non si possono dimenticare alcuni progetti disegnati dall’ufficio tecnico di FontanaArte: tra gli altri la lampada Uovo e alcuni arredi realizzati con semplici lastre di vetro temperato e colorato, esempi di folgorante modernità.

Storia:

Dopo un breve periodo di appannamento, FontanaArte viene acquistata nel 1979 da un gruppo di imprenditori privati, che affida a Carlo Guglielmi la direzione operativa e amministrativa dell’azienda. Immediata la decisione di tornare a orientare la produzione verso la qualità dei prodotti e la moderna cultura del progetto. Alla direzione artistica viene chiamata una giovane Gae Aulenti*, già da qualche anno collaboratrice dell’azienda. Nel rispetto della storia e dell’identità di FontanaArte, Gae Aulenti non impone un rigoroso razionalismo funzionale. Al contrario, coinvolgendo molti progettisti fra loro diversi, giovanissimi o già affermati, imposta una ricerca che esplora le esperienze più espressive del design italiano, accogliendo sia le prime avvisaglie del postmoderno quanto le ricerche dell’arte pop e concettuale, muovendosi fra ascetismo minimale e ludiche ridondanze formali.

Gli anni ‘80 sono per FontanaArte un decennio cruciale. Sicuramente si è trattato di un periodo d’insuperata creatività, che ha colloca definitivamente l’azienda nel novero dei protagonisti assoluti del design italiano e internazionale. Ma sono anche gli anni che sanciscono un decisivo spostamento del baricentro verso il settore dell’illuminazione con un parallelo impegno verso le implicazioni tecnologiche del progetto. Emblematico in tal senso l’incontro di FontanaArte con Piero Castiglioni*, fra i primi a indagare industrialmente le applicazioni delle sorgenti alogene. Non meno importante lo studio della lampada Velo di Franco Raggi*, vero e proprio virtuosismo sperimentale di tecnica vetraria. Ciò non vuol dire rinunciare alla proposta di elementi d’arredo: sollecitato da FontanaArte, Renzo Piano* disegna una libreria utilizzando il vetro quale elemento strutturale e portante.

Il nuovo corso di FontanaArte si concretizza anche in una serie successiva di acquisizioni, che ampliano e completano le competenze e l’offerta di prodotti e soluzioni. Ma, al cuore delle strategie di FontanaArte, si colloca un rinnovato impulso di collaborazioni con grandi architetti italiani e stranieri. Dietro a questa scelta si riconoscono due precisi obiettivi: continuare a alimentare la produzione con la grande cultura del progetto e, allo stesso tempo, espandere l’attenzione oltre ai tradizionale mondo degli interni domestici. L’Associazione per il Design Industriale assegna, nel 1998, a FontanaArte, il premio Compasso d’Oro alla carriera, sottolineando nelle motivazioni come l’azienda, coinvolgendo diversi progettisti, abbia saputo creare nell’ultimo ventennio un vivace clima creativo che ha riqualificato uno dei nomi storici del design italiano.

Nel 2010 FontanaArte entra in Nice spa, gruppo di riferimento internazionale nel settore dell’Home Automation con un’ampia offerta di sistemi integrati per l’automazione di cancelli, garage, sistemi di parcheggio, protezioni solari e sistemi di allarme wireless. Per FontanaArte Nice rappresenta l’opportunità di realizzare una solida base industriale per il futuro e facilitare la ricerca strategica di un nuovo linguaggio internazionale. Luce e movimento: incontro ideale fra due aziende che da sempre puntano su design e innovazione per la casa.

Nel 2012 la lampada da terra Yumi disegnata dall’architetto giapponese Shigeru Ban* riceve due importanti riconoscimenti: viene selezionata per l’ADI Design Index e nominata Best of Year nella categoria lighting dalla rivista americana Interior Design. Nello stesso anno la direzione artistica viene affidata a Giorgio Biscaro, vercellese, classe 1978, che, rapportandosi all’origine della lezione di Gio Ponti sulla casa vivente e confrontandosi con la gloriosa storia di FontanaArte, che proprio nel 2012 compie ottant’anni, presenta in occasione di Euroluce 2013 la nuova collezione di lampade. Una collezione che nasce dalla collaborazione con una nuova generazione di designer internazionali e si caratterizza sia per l’uso di materiali non convenzionali per FontanaArte ma soprattutto per la particolare attenzione alla centralità della persona nell’approccio con la luce. 

Profile:

Founded in 1932 by Luigi Fontana, owner of an important glass manufacturing company, and Gio’ Ponti*, FontanaArte immediately set out upon a well-defined path of research: use new languages to express the potential of a material like glass, whose identity had been completely transformed thanks to the technical possibilities offered by modern industry. Continually experimenting with new ways of defining contemporary decoration, Gio’ Ponti found in Pietro Chiesa* the perfect travelling companion. Together, the two rapidly turned FontanaArte into one of the most important players in the elaboration of early modernity for Italian home furnishing accessories. This research was fuelled by collaborations with a large number of top level artists and found fertile ground in the interior design for large middle-class homes, real experimental laboratories where models for subsequent series production could be perfected. Furniture, ornaments, artistic products, mirrors, lamps: FontanaArte produced items for the whole house.

Ponti and Chiesa seemed particularly interested in the constant dialogue between shapes, techniques and traditional processes with innovation and the possibilities offered by large-scale industrial production. It was a constant, in-depth exchange of ideas that formed the roots and the very identity of the company. Important traces of this period of extraordinary creativity still remain today in the FontanaArte catalogue, where articles designed by Ponti and Chiesa have by now been raised to the level of classics. The end of World War Two coincided with a radical change in Italy’s social and cultural scenario. The new condition called for reorganization of production and redefinition of products. The extraordinary articles designed for the scale of large middle-class homes had to be replaced by items more suited to the smaller volume of apartments. The traditional elite clientele was now joined by a new kind of customer. 

Despite the difficult period, FontanaArte never gave in to the temptations of products for the masses: despite it having by now become part of a multinational that was very aware of market dynamics, the siren call for ‘big numbers’ was never to completely seduce FontanaArte. What changed was not so much the idea of quality as, and above all, the language, where a predominance of aesthetic experimentation started to see the birth of a different attention to practical needs of use. Furthermore, thanks also to experiments carried out in previous years, Italy too was seeing the arrival of a new culture of modern design, which found its formal matrix precisely in the relationship between function, use and material. While staying close to the company, Gio’ Ponti was no longer its Art Director. In 1954 this position was filled by Max Ingrand*, under whose guidance FontanaArte moved slowly but surely towards modernization.

The evolution of FontanaArte was led mainly by the lighting sector, where the relationship between technology and performance, between form and project, called for more incisive renewal. Called back as artistic director in 1967, Gio’ Ponti managed to summarize the sense of the direction taken in several lamps: the Pirelli series, Bilia and the Cartocci are still today totally perfect models. In addition to projects by Ponti, mention must also be made of others designed by the FontanaArte technical office, including the Uovo lamp and furnishing accessories made with simple sheets of glass, tempered and colored, examples of a striking modernity. 

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LAMPADA A SOSPENSIONE 0024 FONTANA ARTE

LAMPADA A SOSPENSIONE 0024 FONTANA ARTE

Lampada a sospensione. Dischi in vetro temperato trasparente. Diffusore cilindrico in vetro sabbiato. Struttura in ottone cromato.

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