LAMPADA A SOSPENSIONE A TOMIC

3581

Nuovo prodotto

Lampada a sospensione. Montatura in ottone cromato. Diffusore in vetro soffiato bianco opalino. Cavo saliscendi.

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434,90 € tasse incl.

Scheda tecnica

AZIENDA Fontana Arte
PAESE DI PRODUZIONE Italia
DESIGNER PAOLO ZANI
ANNO DI PRODUZIONE 2003
UTILIZZO INTERNO
STILE MODERNO
MISURA diam. 30cm x 35cm/100 cm max
LAMPADINE 1 x 150W HA E27
PARALUME Vetro
NUMERO COLLI 1
NOTE Per la scelta dei materiali, fare riferimento agli allegati PDF sotto alla descrizione, dove potrete trovare tutti i colori e le caratteristiche tecniche.
INFORMAZIONI Il nostro studio tecnico e di progettazione può fornirti tutti i servizi, dal rilievo alla progettazione nei minimi dettagli con disegni tecnici e ambientazioni. Via Firenze 4 - 65100 Pescara (It) Tel/Fax 085.4223075 info@liberatosciolicasa.it
MATERIE PRIME E LAVORAZIONI COD. 3581/1 - DIAMETRO 45 CM H 52 + 25 MIN/100 MAX CAVO SALISCENDI LAMPADINE : 1 DA 150 W HA ES E 27 € 593,00 IVA COMPRESA
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MONTAGGIO Media Difficolà
GARANZIA Garanzia del produttore (min. 2 anni)

Dettagli

Lampada a sospensione. Montatura in ottone cromato. Diffusore in vetro soffiato bianco opalino. Cavo saliscendi.

Suspension. Structure en laiton chromé. Diffuseur en verre soufflé blanc opalin. Câble réglable avec contrepoids.

Lámpara de techo. Montura de latón cromado. Difusor de vidrio soplado blanco opalino. Cable para la regulación de la altura con contrapeso.

Suspension lamp. Chrome-plated brass structure. Diffuser in white opal blown glass. Rise and fall counterweight cable.

Hängeleuchte. Gestell aus verchromtem Messing. Diffusor aus mundgeblasenem weißem Opalglas.

DESIGNER : PAOLO ZANI

Cesena (FC), 1960 - Nel 1986 Si laurea all' I.S.I.A. di Faenza (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche), istituto nel quale tornerà ad insegnare Industrial Design dal 1995. Nel 1990 fonda il suo studio a Milano, che si occupa principalmente di design di prodotto per l’ambiente domestico:  rivestimenti ceramici, oggetti per la tavola e per la cucina, tecnologia per la casa, tappeti e moquettes, mobili e lampade. Per FontanaArte ha disegnato la sospensione in vetro soffiato A Tomic nel 2003 e la lampada da parete Riga nel 1995, disponibile oggi anche nella versione outdoor.

Storia Fontana Arte

Nel 1932 da Luigi Fontana, titolare di una importante industria impegnata nella lavorazione del vetro, e da Gio Ponti*, FontanaArte muove da subito lungo un preciso percorso di ricerca: declinare in nuovi linguaggi espressivi le potenzialità di un materiale come il vetro, la cui identità era stata completamente trasformata dalle possibilità tecniche dell’industria moderna.

Da sempre impegnato nella definizione di una nuova grammatica della decorazione contemporanea, Gio Ponti trova in Pietro Chiesa* un perfetto compagno di strada. Insieme, i due fanno rapidamente di FontanaArte uno dei più importanti protagonisti della elaborazione del paesaggio domestico italiano della prima modernità.

Una ricerca che si nutre della collaborazione con numerosi artisti di primo piano e che trova il proprio terreno privilegiato d’azione nel progetto dei grandi interni borghesi, autentici laboratori sperimentali nei quali mettere a punto i modelli della successiva produzione di serie. Arredi, soprammobili, oggetti d’arte, specchi, lampade: la produzione di FontanaArte coinvolge tutti gli elementi della casa. Ponti e Chiesa sembrano particolarmente interessati al costante confronto fra forme, tecniche e lavorazioni tradizionali con le innovazioni e le possibilità offerte dalla grande produzione industriale.

E’ un dialogo costante e profondo, che costituisce la radice e l’identità stessa dell’azienda. Di questa stagione di straordinaria creatività rimangono ancora oggi tracce importanti nel catalogo di FontanaArte, dove gli oggetti disegnati da Ponti e Chiesa hanno ormai assunto lo statuto del classico. La fine del conflitto mondiale coincide con un radicale mutamento dello scenario sociale e culturale del Paese. Le nuove condizione richiedono una riorganizzazione della produzione così come un ridefinizione dei prodotti. Agli oggetti straordinari, pensati alla scala delle importanti residenze borghesi, si devono sostituire prodotti adeguati alle nuove dimensioni dell’appartamento.

Alla tradizionale clientela d’élite si affiancano ora nuovi acquirenti. Pur nella difficoltà del momento, FontanaArte non cede alle tentazioni del prodotto popolare: nonostante sia ormai entrata nell’orbita di un gruppo multinazionale molto attento alle dinamiche del mercato, le sirene del ‘grande numero’ non riusciranno mai a sedurre fino in fondo FontanaArte. Ciò che cambia non è l’idea della qualità, quanto e soprattutto il linguaggio, dove alla predominante ricerca estetica si comincia ad affiancare una diversa attenzione alle esigenze funzionali d’uso. Del resto, grazie anche alle sperimentazioni degli anni precedenti, anche in Italia si va affermando una nuova cultura del progetto moderno, che trova proprio nel rapporto fra funzione, uso e materiali la propria matrice formale. Pur rimanendo vicino all’azienda, Gio Ponti non è più il direttore artistico. Al suo posto nel 1954 si insedia Max Ingrand*, sotto la cui guida FontanaArte procede, forse senza acuti, ad una progressiva modernizzazione.

A guidare l’evoluzione di FontanaArte è soprattutto il settore dell’illuminazione, dove il rapporto fra tecnica e prestazione, fra forma e progetto, impone un più incisivo rinnovamento. Richiamato nel 1967 alla direzione artistica, Gio Ponti riesce a sintetizzare in alcune lampade straordinarie il senso del percorso compiuto: la serie Pirelli, la Bilia, i Cartocci rimangono tutt’oggi modelli di perfetta compiutezza.

Oltre ai progetti di Ponti non si possono dimenticare alcuni progetti disegnati dall’ufficio tecnico di FontanaArte: tra gli altri la lampada Uovo e alcuni arredi realizzati con semplici lastre di vetro temperato e colorato, esempi di folgorante modernità.

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